Seminare, raccogliere e distribuire non solo chicchi di caffè ma di giustizia, dignità, uguaglianza e autonomia.

SABOR DIGNIDAD…

….PER CHI LO COLTIVA E LO RACCOGLIE: I PICCOLI PRODUTTORI INDIGENI ZAPATISTI DEL NORD DEL CHIAPAS
….PER CHI LO COMPRA E LO DISTRIBUISCE:
UN’AMPIA RETE DI COOPERATIVE, BOTTEGHE DEL MONDO, G.A.S. E ALTRE REALTÀ SOLIDALI

Il progetto Tatawelo nasce nel 2003 dalla sinergia tra diverse organizzazioni dell’economia solidale italiana per accompagnare le comunità indigene zapatiste del Chiapas (Messico), da anni in lotta per l’affermazione del diritto a vivere dignitosamente sulle proprie terre e secondo la propria cultura, nel raggiungimento di una reale autonomia, e nella creazione di condizioni per uno sviluppo sostenibile.

Nell’ottobre 2005 viene costituta legalmente l’Associazione Tatawelo, che dal 2006 segue tutta la filiera del progetto, compresa l’importazione e la gestione della filiera e della commercializzazione. L’Associazione è nata per proseguire il progetto Tatawelo nello spirito con cui era stato iniziato nel 2003.
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Valentina e Lorenzo da El Bosque, Guatemala: DON QUIQUE y DOÑA ISABEL

Ritratto di Don QuiqueDiario di Valentina e Lorenzo, soci di Associazione Tatawelo e inviati di MondoSolidale in Guatemala per il progetto El Bosque.

7  Maggio 2012

DON QUIQUE y DOÑA ISABEL

Pablo Enrique Garcia è il volto simbolo delle campagne di Mondo Solidale per il progetto del Bosque. Un progetto nato oramai da quasi dieci anni, che ha visto stringere un forte legame tra due cooperative – ma soprattutto ha instaurato un rapporto di solidarietà tra le persone – al suo interno coinvolte.

Faccia allegra e sorridente, con il suo immancabile cappello da baseball del “Ministerio de Salud”, o del giorno del “caficultor” di Anacafè – a seconda dell’umore – è stato da subito il nostro tramite ed il nostro cicerone all’interno della cooperativa Nueva Esperanza del Bosque.

Con la sua impeccabile camicia a mezze maniche, inamidata e stirata a dovere e con il suo Toyota 4×4 beige, del 1982 – con la maggior parte dei pezzi tenuti assieme con spaghi e fil di ferro – è il trascinatore, il punto di riferimento della cooperativa e nonostante da marzo 2011 abbia lasciato la presidenza della cooperativa a don Felipe, ribattezzato per il suo particolare modo di parlare, il bergamasco, è a tutt’oggi il socio più attivo al sostegno delle varie iniziative che quotidianamente gli proponiamo.

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Valentina e Lorenzo da El Bosque, Guatemala: IL FIORE DEL CAFFÈ

Fiori di caffèDiario di Valentina e Lorenzo, soci di Associazione Tatawelo e inviati di MondoSolidale in Guatemala per il progetto El Bosque.

28 Aprile 2012

IL FIORE DEL CAFFÈ

..dopo 12 giorni il fiore del caffè è esploso, le api lavorano ardentemente per raccogliere il miele perché in soli 2 gg il fiore da bianco candido si convertirà in marrone per poi cadere e dare spazio a piccole palline verdi che con il sole e la pioggia diventeranno il caffè rosso pronto per essere raccolto da mani esperte. La fragranza dei fiori inebria l’aria e gli occhi si riempiono dello stacco tra il verde acceso delle foglie ed il bianco candido, mentre il caffè raccolto quest’anno e processato fino a divenire oro, sta per intraprendere il lungo viaggio del mare per giungere fino a noi, la pianta del caffè sta fiorendo per dare i nuovi chicchi. I cafetaleros sono già impegnati nel lavoro di pulitura dei terreni dalle erbacce in modo che quando inizi la stagione delle piogge facciano concime per i nuovi chicchi. Nessuna macchina, nessun rumore solo il ronzio delle api e qualche goccia di sudore per il duro lavoro…le nubi stanno arrivando e con loro la pioggia che rinfrescherà l’aria delle lucciole notturne.

 

Valentina e Lorenzo da El Bosque, Guatemala: AGUA

Secchi, secchielli e pentoleDiario di Valentina e Lorenzo, soci di Associazione Tatawelo e inviati di MondoSolidale in Guatemala per il progetto El Bosque.

1 Maggio 2012

AGUA

Quando si dice che l’acqua è preziosa non si dice una frase fatta…soprattutto da queste parti. Qui cade dal “chorro” (rubinetto) ogni 10-15 gg. Dal cielo a tutte le ore del giorno e della notte. Si riempie tutto quello che si trova nella casa: pentole, brocche, secchi, catini, insomma tutti i recipienti. Viso, denti, mani ci si lavano con la “cubetta” (un piccolo catino di plastica). Per la doccia: servono 3 secchi ed una pentola, si mette la pentola con l’acqua sulla stufa a calientar si riempie un secchio di acqua e ci si chiude nel bugigattolo toremar chiamato bagno, si miscela nel terzo secchio l’acqua calda e fredda. Ci si butta addosso e ci si insapona, si ripete e ci si sciacqua. Quando si fa al bagno si tira l’acqua nel water mentre la carta igienica si tira in un secchio a parte; quando il secchio è pieno e si fa un falò. Per lavare c’è la pila il trogolino in cemento si bagna la roba con la cubetta, la si insapona con una bolla di sapone colorato e la si sciacqua sempre con la cubetta…piatti e pentole idem con patate. Ci dovrebbe essere una persona incaricata dal Comune per fare arrivare l’acqua in ogni settore dell’aldea (fontanero) quello del Bosque è un vecchiaccio scorbutico.